Vale più un’immagine di mille parole. Mai come nell’era digitale questa affermazione si è rivelata veritiera. L’avvento e la diffusione di social come Instagram e Pinterest sono un chiaro esempio di come le parole sono a volte superflue e le emozioni possano scaturire dai particolari anche apparentemente insignificanti.

Case: Comodo, sfuttare UGC su Instagram a costo (quasi) zero

Partiamo dall’esempio di un piccolo ristorante latino di New York, il Comodo, che ha saputo cogliere al volo l’occasione che la mania di fotografare il cibo offre a chi opera nel settore. I gestori, rendendosi conto dell’elevato numero di foto che venivano postatei, hanno pensato bene di incentivare questa pratica, chiedendo ai clienti di fotografare e postare le loro immagini utilizzando l’hashtag #ComodoMenu. Pubblicità gratuita e servizio migliore per i clienti futuri che, potendo vedere coi propri occhi i piatti presenti sul menu, potranno scegliere con maggior facilità cosa ordinare. E’ stato così creato un menu on-line semplice, veloce, gratuito.

Non solo food

I social e la rete in generale possono veicolare i contenuti più diversi, rendendo potenzialmente qualsiasi prodotto o contenuto “virale”. Abbigliamento, arredamento, vacanze, tutto è costantemente sotto i riflettori del pubblico grazie a quel formidabile oggetto chiamato smartphone. E proprio per questo motivo non esistono barriere di sesso o età: uomini e donne, giovani e meno giovani si rivolgono alla rete prima di fare un acquisto, e vanno alla ricerca di opinioni di chi già ha avuto modo di sperimentare il loro oggetto del desiderio. Alcuni dati interessanti a proposito di come le decisioni d’acquisto vengano sempre più influenzate da ciò che leggiamo in rete:

Acquisti uomini solo con socialAltri esempi di come la rete abbia cambiato i processi decisionali che stanno a monte dei nostri acquisti e comportamenti? Pensiamo a come le notizie siano sempre più veicolate dal passaparola su social e blog (il news-making si sposta sempre più dai media tradizionali come TV e carta stampata verso il web – tralasciamo in questa sede il problema dell’autorevolezza e della veridicità delle suddette notizie-). Oggi utilizziamo la rete addirittura per cercare quanto di più sacro esista per l’italiano medio: la casa da acquistare!

grafico reperimento casa

Da questi dati non possiamo che trarre una conclusione: la rete è una risorsa, dobbiamo solo imparare a sfruttarla. Nei paragrafi successivi alcuni esempi, diversissimi tra loro ma tutti riconducibili al tema

Spinoza.it: ovvero l’ironia (anche non politically correct)

Spinoza.it è il chiaro esempio di come centinaia di menti messe assieme in modo spontaneo possano creare qualcosa di unico e che funziona. Dissacrare la quotidianità e i i personaggi influenti attraverso arguzia e battute non sempre di facile interpretazione, senza scadere nelle volgarità ma anche senza doversi preoccupare delle reazioni dei diretti interessati. La rete è anche questo.

Illy City Mug

Proprio in questi giorni è in atto un contest lanciato da Illy, il brand produttore di caffè famoso anche per l’amore nei confronti dell’arte e del design. L’azienda friulana sta dando a chiunque la possibilità di disegnare la sua nuova linea di mug dedicate a 6 città del mondo. Attraverso il sito è possibile scaricare il brief e i materiali grafici necessari nonché inviare la propria creazione rendendola visibile al mondo intero. Senza dubbio una grande possibilità per i giovani talenti di tutto il mondo per entrare in contatto con un grande brand difficilmente raggiungibile diversamente. Ma, guardando l’attività dalla parte di Illy, un ottimo modo per avere, in modo quasi gratuito, idee fresche, giovani, provenienti da ogni parte del mondo. Davvero un’ottima mossa.

UGC: un’arma a doppio taglio

La nuova frontiera del social (food) sembra quindi risiedere negli UGC: contenuti creati (più o meno) spontaneamente dai clienti stessi. La spontaneità può essere anche forzata, magari offrendo sconti in cambio di check Foursquare o Facebook, foto o hashtag, ma il successo di queste campagne risiede proprio nel fatto che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo fotografato un piatto. Se poi aggiungiamo che quasi la metà dei clienti dei ristoranti ammazza il tempo d’attesa utilizzando smartphone e social network otteniamo numeri davvero enormi di potenziali partecipanti. Rovescio della medaglia dell’avere il proprio business al centro dell’attenzione degli utenti? Le possibili lamentele, più o meno motivate, di clienti insoddisfatti che, in tempo più che reale, possono stroncare la vostra attività, compromettendone la reputazione.

Cynar “ControIFinaliPesanti.it”

Permettere agli utenti di dare un finale diverso a storie tristi è un’idea originale e coinvolgente, avranno pensato i signori di Cynar quando hanno deciso di lanciare il sito controifinalipesanti.it. Peccato che la scarsa maturità degli utenti ha portato alla chiusura del sito in tempi davvero brevi. Competitor avvantaggiati, volgarità e chi più ne ha più ne metta hanno reso un #epicFail l’iniziativa.

Fail-Cynar

Enel e i suoi #guerrieri

Altro esempio italianissimo di come utilizzare in modo catastrofico i materiali provenienti “dal basso”, cioè dagli user, è quello che ha vista coinvolta Enel, durante la scorsa estate. Sperando di attirare la simpatia degli utenti della rete, la compagnia elettrica ha infatti lanciato l’hashtag #guerrieri, con cui chiedeva a tutti di raccontare come stavano affrontando le difficoltà quotidiane in questi tempi di crisi. Non l’avessero mai fatto! Il popolo di internet non ha infatti perso tempo e ha sì iniziato ad usare l’hashtag, ma per insultare, canzonare e in generale affossare Enel. Se ci aggiungiamo anche le polemiche a proposito dell’inquinamento da carbone, finte manifestazioni di Greenpeace e acquisto di topictrend Twitter per incrementare la circolazione dell’hastag abbiamo come risultato uno dei maggiori casi di mal sfruttamento della rete.

Perchè non dobbiamo dimenticarlo: la rete ci avvicina agli amici ma anche, e soprattutto, ai nemici!L'hashtag guerrieri

Occhio al troll

Ma la minaccia a cui bisogna sempre stare all’erta è lui, il nemico di ogni community manager del mondo: il troll. Questi soggetti, disadattati sociali dice qualcuno, solo dei burloni secondo altri, gironzolano nell’internet con lo scopo preciso di mettere zizzania, prendere in giro e mettere in difficoltà chi con la rete interagisce quotidianamente. Alcuni indubbiamente sono simpatici, altri decisamente volgari, sono un problema da mettere sempre in conto quando si programmano campagne web di qualsiasi tipo. Il rischio maggiore? Quello di vedere il proprio brand massacrato dagli utenti per una non corretta gestione dei contenuti e dei commenti: epic fail!

 Internet troll

 

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