Anche Pinterest decide di puntare sull’advertising. Il social network che vive di immagini ha da poco annunciato, infatti, di voler seguire questa direzione e fare advertising con i “Promoted Pins” fai da te.

 Promuovere la tua attività su Pinterest è finalmente possibile

Sulla scia dei social network più noti e di successo come Facebook e Twitter, anche Pinterest introduce la possibilità di fare advertising. Le aziende oggi fanno ampio uso di adv su piattaforme social, sono strumenti straordinari per la promozione del proprio brand e dei propri prodotti. I social network consentono di incrementare la rete di contatti, entrare in relazione con gli utenti, creare engagement, costruire un legame concreto fatto di fiducia. 

Pinterest

Un’opportunità per le aziende, una possibilità di crescita per la piattaforma social

Pinterest ha più di 70 milioni di utenti attivi nel mondo. Il suo intento di sviluppare la propria piattaforma adv, cercando di avvantaggiare le piccole e medie imprese, è un importante passo nel mondo dei social network.

Circa 18 mesi fa Pinterest ha dato alla luce gli account business. Da quel momento si è impegnata a rendere possibile, oltre che efficace, la sua piattaforma adv.

Pinterest ha condotto una prima fase di test , nei mesi scorsi, per verificare l’andamento dell’attività di advertising, con aziende di grandi dimensioni, utilizzando la modalità CPM. Un ristretto numero di brand ha partecipato alla prova tra cui ABC Family, Expedia, Gap, Banana Republic, Ziploc, General Mills, Iululemon athletica, Old Navy, Nestle, Target e Walt Disney Parks and Resorts. 

Promoted Pins

Secondo un’analisi condotta da AdAge, Pinterest ha chiesto una cifra compresa tra 1 e 2 milioni di dollari ai brand sponsorizzati, con CPM che vanno dai 30 ai 40 dollari.

In questi giorni il social network ha esteso la possibilità di fare advertising anche alle aziende di piccole e medie dimensioni e in modalità CPC.

Molto simile a Google AdWords, la possibilità di fare adv su Pinterest è fai da te, consiste nella promozione dei propri “Pins”. Il processo di promozione è molto semplice: basta creare il target di riferimento, pagare in modalità Cost per Click e, infine, analizzare i risultati delle proprie campagne grazie all’implementazione degli analytics che Pinterest sta portando avanti.

Si, perchè creare un’efficiente piattaforma adv necessita di tool specifici per fornire alle aziende un servizio completo. Pinterest, quindi, annuncia a di voler migliorare gli analytics, modalità attraverso la quale avviene il monitoraggio dell’andamento dei propri “Pins”. Essa sarà aggiornata e implementata grazie alla possibilità di accedere a nuove importanti informazioni come le impression, i click e quale pin ha raggiunto maggior engagement. 

Come promuovere i "Pins"

Fare adv con le immagini

Pinterest, social network dal valore che si aggira intorno ai 5 miliardi di dollari, di sicuro non otterrà risultati paragonabili a quelli di piattaforme come Facebook e Twitter, anche a causa del numero di utenti attivi, minore rispetto a quello di questi competitor, ma di certo non sarà un looser tra i social media. Pinterest è il secondo sito web in termini di traffico referral e, nell’ultimo anno, è cresciuto del 17%.

Un’immagine “dice” più di mille parole, la forte capacità emozionale che possiede e l’estrema comunicabilità ci fanno pensare che la possibilità di fare adv su un social network che fa delle immagini la sua ragion d’essere sia un punto di forza per chi decide di avvalersi di questo efficace strumento. 

Adv Pinterest

Le aziende non possono far altro che “provare” a promuovere autonomamente i propri “Pins” e aspettare i frutti delle loro campagne. I settori più interessati sono quelli del fashion, del beauty e del food, ma anche chi si occupa di design, decorazioni e tecnologia potrà felicemente sfruttare questa occasione. Pinterest, infatti, è un social network in cui regnano sovrane queste tendenze, artisticamente e creativamente rappresentate attraverso il mondo visual.

Come andrà a finire questa adv adventure fatta di immagini? Ai posteri l’ardua sentenza.

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