Sta spopolando la selfie mania: dal Papa a Barak Obama, passando per la maggior parte delle celebrità, tutti (o quasi) amano l’autoscatto 2.0. E va tutto bene, finchè ci si trova al parco, in giro per la città, ai concerti, agli eventi… Ma ve li scattate anche mentre siete alla guida?

Selfie al volante e altre abitudini pericolose con lo smartphone

Scattarci un selfie mentre guidiamo toglie 14 secondi di attenzione, controllare Facebook o Whatsapp ne toglie almeno 20.
Secondo l’indagine Istat-Aci del 2014, l’uso dei social al volante è associato ad oltre 3300 morti e 257 mila feriti in incidenti stradali: dati allarmanti, che, come vedremo, fanno riflettere anche le case automobilistiche e  le multinazionali attive nei social media. La distrazione è al primo posto tra le cause degli incidenti stradali (il 20% dei sinistri è causato da guida poco attenta) e il motivo più frequente è proprio l’uso dello smartphone durante la guida, che batte addirittura il mancato rispetto dei limiti di velocità e la guida in stato di ebbrezza.
I selfie non sono l’unica distrazione alla guida: si controllano le e-mail, il meteo, i social, le ultime notizie e si scattano foto al panorama. Il colosso delle telecomunicazioni americano AT&T ha recentemente stilato una classifica dei rischi al volante: il 61% legge e invia sms, il 33% scrive mail, quasi il 30% naviga sui social, il 17% si fa selfie e il 14% scrolla Twitter e Instagram.

driving selfie meme
Anche Ford ha condotto una ricerca per evidenziare i rischi derivanti dall’utilizzo degli smartphone alla guida, nell’ambito del programma dei corsi di guida responsabile Driving skills for Life.  All’interno di un campione di 7000 giovani tra i 18 e i 24 anni, uno su quattro ha ammesso di scattarsi selfie mentre guida (basta dare un’occhiata all’hashtag #drivingselfie per farsi un’idea). Cifre allarmanti anche per quanto riguarda lo scrolling sui social: un giovane su cinque (21%) controlla i social o posta mentre è al volante.

E il 95% (praticamente tutti) è consapevole di questi rischi!

Selfie alla guida - Infografica

Driving Skills for Life: la campagna Ford per la guida sicura

“Driving Skills for Life 2015” è la campagna di sensibilizzazione di Ford per la guida sicura. Si tratta di un programma, attivo negli Stati Uniti già dal 2003, con cui vengono offerti corsi di guida responsabile ai giovani tra i 18 e i 25 anni, e che quest’anno coinvolgerà circa 5000 giovani europei, di cui anche 600 italiani.
Ogni anno il programma dei corsi si aggiorna in base alle nuove cause di distrazione per i giovani, e quest’anno i social e il loro uso alla guida saranno i protagonisti: i selfie al volante si sono addirittura guadagnati un posto d’onore nel menu del sito dedicato al programma.

driving skills for life

Per far acquisire ai ragazzi maggiore consapevolezza rispetto ai rischi derivanti dall’utilizzo dello smartphone alla guida, i partecipanti potranno scattarsi un selfie e utilizzare lo smartphone per accedere ai social mentre guidano – ovviamente in un contesto controllato e con un istruttore esperto accanto – per vivere in prima persona le conseguenze di queste attività sul comportamento dell’auto.

Si tratta di un’esperienza di “edutainment” dinamica e divertente, utile per arricchire la propria cultura sulla sicurezza stradale, seguire corsi di guida responsabile basati su situazioni reali e migliorare la propria esperienza di guida per la propria ed altrui sicurezza.
Dopo aver seguito il training, che proprio in questi giorni ha fatto tappa in alcune città italiane, i ragazzi stessi diventano a loro volta ambasciatori di questo importante messaggio, gettando le basi per costruire una nuova generazione di giovani sempre più responsabili e consapevoli alla guida.

Sensibilizzare attraverso messaggi positivi: il progetto #guardaavanti

Al panel per la sicurezza stradale di Ford #NoScrollingWhileDriving (che si è tenuto durante gli Internazionali di Tennis 2015), sono intervenute personalità di spicco del mondo social, tra cui il Country Manager di Twitter Italia, Salvatore Ippolito, che ha insistito sulla necessità di stimolare l’utilizzo dei social media in maniera virtuosa.

Sugli stessi principi si basa anche il progetto “Guarda Avanti”, promosso da Tim e Ducati con lo scopo di sensibilizzare ad una guida attenta e concentrata, anche attraverso un uso consapevole del cellulare.
Il tutto partendo dai giovani: sono loro infatti i protagonisti di questo progetto, che attraverso laboratori creativi e un challenge (#guardavanti), è poi approdato nelle scuole di 20 città italiane per parlare direttamente ai ragazzi (oltre 3000 in età da patentino) di sicurezza stradale e mettere alla prova l’effettiva capacità di concentrazione dei ragazzi alla guida in caso di distrazione.

#guardaavanti

Un progetto di prevenzione originale, che al contrario di molti altri non punta sull’intimidazione (mostrando immagini di morti e feriti), ma utilizza messaggi propositivi e motivazionali, incentivi a fare meglio e a tutelare se stessi e gli altri.

FOMO: la paura di perdersi qualcosa

La FOMO (Fear of Missing Out) è la paura di “perdersi qualcosa”, di sentirsi tagliati fuori se non si è sempre connessi e quindi costantemente aggiornati con quello che accade nel web e soprattutto sui social.

#guardaavanti - FOMO

Controlliamo continuamente il nostro smartphone, in ogni momento della giornata e ovunque ci troviamo, inclusa la nostra auto mentre guidiamo. Secondo quanto rilevato dal progetto #guardaavanti infatti, controlliamo il telefono ogni 6 minuti, pari a 150 volte al giorno.

Vi riconoscete in questa descrizione? Avete bisogno di essere sempre connessi?
Se anche voi non potete fare a meno di tenere sempre una mano sullo smartphone, ricordatevi che ci sono diverse soluzioni efficaci per limitare le distrazioni, come ad esempio la modalità “alla guida”, Siri e i collegamenti Bluetooth, che vi permettono di utilizzare le vostre app preferite anche durante la guida, senza dover staccare le mani dal volante e gli occhi dalla strada.

Connessi sì, ma con gli occhi fissi sulla strada! E ricordatevi che potete resistere anche qualche ora senza social network…

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