La crisi del mondo dell’editoria non è una novità del 2015: molti sostengono che il calo degli abbonamenti ai quotidiani sia dovuto alla fruibilità gratuita delle news in rete, altri ad una “sfiducia culturale nei confronti dei media di informazione”. In sintesi, si consuma sempre meno carta stampata a favore degli e-book, calano le vendite e di conseguenza gli introiti pubblicitari. Mentre da un lato si tagliano i costi, dall’altro c’è chi pensa a come reinventarsi e innovarsi per rimanere a galla.

La colonna sonora degli e-book: Guanda e Spotify insieme per una nuova esperienza di lettura

L’arte di raccontare storie è sempre stata caratterizzata da un rapporto stretto tra musica, scrittura e lettura.
Quante volte, leggendo un libro, ci capita di trovare tra le righe citazioni legate alla musica o a qualche artista e di aver voglia di ascoltare proprio quella canzone? Grazie alla collaborazione tra la casa editrice Guanda e Spotify non sarà più necessario scartabellare tra i dischi o i link su YouTube, perchè l’edizione speciale dell’ebook “Il Gruppo” di Joseph O’Connor, edita ovviamente da Guanda, permette di ascoltare direttamente da Spotify la colonna sonora del libro.
(Grazie Moreno per la segnalazione!)

I protagonisti del libro usano i testi delle loro canzoni preferite per intepretare il mondo, e il lettore può interpretare il libro ascoltando la musica citata: gli Abba, i Clash, David Bowie, i Rolling Stones.. sarà la musica di questi artisti a fare da colonna sonora al lettore, facendogli vivere un’esperienza di lettura completa.

Anche il Times ha puntato sulla collaborazione con Spotify, ma da un altro punto di vista: un abbonamento combinato per ottenere, insieme ai giornali, musica illimitata grazie alla sottoscrizione all’account Spotify Premium.

Non solo collaborazioni: Spotify come modello di business

Spotify è un servizio che permette di ascoltare, non di scaricare, musica gratis (con tanta pubblicità) o a pagamento (senza pubblicità) direttamente dal proprio computer o tramite app dal tablet o dallo smartphone. Attraverso gli abbonamenti pagati per affittare la musica, Spotify paga i diritti ad artisti e case discografiche.
Senza dubbio, il servizio rappresenta un notevole vantaggio per gli utenti e per contrastare la pirateria, dato che viene offerta un’alternativa legale e dal prezzo accessibile. Ma sono numerose anche le critiche e le polemiche, in particolare per quanto riguarda diritti e royalty per gli artisti, che spesso lamentano compensi troppo bassi.

Si tratta comunque di un modello di business che potrebbe prendere piede anche nel mondo dell’editoria. Sono sempre di più i servizi che cercano di contendersi il titolo di “Spotify dei libri”, offrendo la possibilità di leggere illimitatamente in streaming pagando un abbonamento mensile.
Il caso più conosciuto è sicuramente quello di Amazon, con il suo servizio Kindle Unlimited, ma non è il solo: oltre al grande colosso dello shopping online, servizi come Youboox in Francia, o le app americane Scribd e Oyster, stanno favorendo la diffusione dei libri in streaming.

libri

In generale, si tratta di servizi in abbonamento (gratuiti per un periodo di prova), che proprio come Spotify danno accesso ad una libreria composta da migliaia di titoli. Youboox ad esempio fornisce accesso gratuito a circa 10mila libri inserendo pubblicità nelle pagine, oppure a 50mila volumi senza pubblicità, da fruire anche offline, pagando un piccolo abbonamento mensile. Vi ricorda qualcosa?

In Italia ci sta provando Bookolico, una app, per ora solo per iPad, che permette di leggere un numero illimitato di libri dal catalogo offerto a fronte di un abbonamento mensile. Oltre a leggere, gli utenti possono votare, commentare e condividere la propria libreria. Non si tratta quindi di cambiare il formato del libro, ma di rinnovare interamente il modo di leggere.

Che l’esperienza di lettura stia cambiando è ben chiaro anche a Telecom Italia, che ha recentemente creato il servizio TIM reading, uno store online per l’acquisto e la fruzione di e-book: oltre 75mila titoli in costante aggiornamento, più di 50 magazine e i principali quotidiani nazionali, da leggere in ogni momento della giornata, ovunque ci si trovi, dal proprio tablet o dallo smartphone.

Qualcosa di simile sta succedendo anche nel mondo dei quotidiani e dei periodici: per fare un esempio, in Inghilterra c’è’ Readly, che per meno di 10 sterline al mese permette di leggere tutti i settimanali e mensili britannici che aderiscono al progetto, senza doversi abbonare alle singole testate. E senza andare oltralpe, qui da noi c’è Edicola Italiana, un chiosco digitale “all you can read” che permette di accedere a diverse testate di alcuni dei principali gruppi editoriali italiani (tra cui anche Mondadori, RCS, L’Espresso e La Stampa) da un’unica piattaforma.

Edicola Italiana

Un sistema che funziona… o forse no?

Per sopravvivere in un momento in cui sta cambiando il consumo culturale e i lettori sono sempre meno legati al possesso materiale del libro, editori e distributori cercano di allearsi unendo i loro contenuti e proponendoli ai lettori aggregati secondo una nuova logica creativa, coerente con quelle che sono le nuove esigenze dei consumatori.

Ma quali possono essere i vantaggi di questi servizi per gli editori? C’è chi sostiene che questo potrebbe essere il colpo di grazia per il mondo dell’editoria, e c’è invece che pensa che in questo modo si possa ampliare la rete di distribuzione e circolazione dei libri, allargando il bacino di lettori, forse anche della carta stampata.
Non tutte le case editrici sembrano inclini ad accettare questo tipo di servizi, anche se potrebbero trarre notevoli vantaggi dall’analisi dei dati raccolti dagli utenti che li utilizzano, tra cui abitudini di lettura, velocità, generi preferiti, pagine saltate, libri lasciati a metà.

Spotify - libri

Quel che è certo è che il modello “Spotify dei libri” non sembra ancora funzionare così bene, almeno dalle nostre parti. Forse dipende dalla situazione del mercato dell’editoria digitale in Italia e dalla diffusione di e-reader e libri digitali.
Al di là della situazione del mercato in cui questi servizi cercano di sfondare, bisogna considerare anche le differenze sostanziali tra il mercato editoriale e quello musicale. Le tempistiche di fruizione di questi due tipi di contenuti sono ben diverse: nell’arco di una giornata possiamo ascoltare centinaia di canzoni, ma quanti libri leggeremo in un mese?

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