Ed eccoci tornati per la seconda puntata della nostra guida sul corretto utilizzo del Business Manager di Facebook!

Oggi procederemo con l’illustrazione di ulteriori argomenti per aiutarti ad approfondire la conoscenza di questo tuo potenziale alleato.
Parleremo di:
1) account Instagram
2) domini
3) pubblico condiviso
4) insieme di azioni offline
5) conversioni personalizzate
6) liste di elementi bloccati
7) gruppi con origine delle azioni.

Può sembrarti una lista infinitamente lunga, ma cercheremo di facilitarti la vita il più possibile: non dovrai fare altro che seguire i nostri consigli!

 

Account Instagram

Incominciamo da Instagram, il social nato per la condivisione di fotografie associate a vari argomenti classificabili con uno o più hashtag. Le aziende hanno subito carpito le enormi potenzialità del social trasformandolo in un placement molto importante dove sviluppare advertisement e dare visibilità ai propri prodotti, in maniera sempre più mirata anche grazie alle figure degli influencer.
Ma veniamo a noi. Grazie al Business Manager avrai la possibilità di implementare tutti i tuoi profili di Instagram, per averli sotto controllo nell’insieme. Una volta implementati, potrai associare il profilo direttamente con uno o più account a pagamento e/o uno o più partners.

Categoria domini

In seguito alla dichiarazione di guerra alle fake news nel 2017, all’interno di Facebook è stata implementata la categoria domini. Questa categoria rilascia infatti una stringa di codice da poter implementare a scelta all’interno del DNS del tuo dominio, oppure nel root della directory. In entrambi i casi, questa procedura serve a verificare che sia proprio tu ad avere il controllo del dominio.

“Ok, Michelangelo, ora però parla chiaro e fammi capire cosa intendi dire” – starai pensando.

Hai ragione, procediamo per punti!

Come ben saprai, uno dei maggiori problemi di Facebook è proprio il clickbaiting. In che modo in passato era realizzabile? Molto semplicemente: bastava prendere un link esterno a Facebook e, incollandolo sul pannello per la creazione di un nuovo post, era possibile modificarne l’anteprima, quindi grafica, testo e titolo. Una procedura parecchio borderline e ingannevole, che spesso portava gli utenti su contenuti non coerenti con ciò che si aspettavano di trovare e che aveva attirato la loro attenzione portandoli ad effettuare un click.
Ecco, per evitare questo rischio, da qualche tempo non è più possibile modificare l’anteprima del link se non si è in possesso di un dominio verificato.

Pubblico condiviso

Parliamo ora di pubblico condiviso, ovvero quella sezione utile a riepilogarti quale delle audience hai condiviso (o ti sono state condivise) con Business Manager con cui collabori.

A cosa ti può essere utile? Non collabori più con un cliente con il quale avevi condiviso un tuo pubblico personalizzato? Rintracciare questa azione dalla sezione “pubblico” risulterebbe abbastanza impegnativo.
Questa sezione ti offre invece la possibilità di visualizzare quale pubblico hai condiviso con un determinato Business Manager, quale ti è stato condiviso e da quale specifico Business Manager è stato fatto.

Insieme di azioni offline

L’introduzione delle azioni offline, invece, ti darà la possibilità di inserire all’interno di Facebook i numeri di telefono o gli indirizzi email dei tuoi clienti che hanno sviluppato offline diverse attività.

Più dettagliatamente, inserendo numeri di telefono o email, Facebook riesce a recuperare tutte quelle persone che si sono registrate all’interno della piattaforma con quei numeri di telefono e/o email. La caratteristica peculiare di questa funzionalità è quella di poter impostare l’esatta azione sviluppata offline da quegli utenti. In ambito di advertising, risulta essere un’arma indispensabile per poter indirizzare messaggi finemente targettizzati alle persone giuste.

Facciamo un esempio.

Immaginate che l’utente Mario Rossi abbia acquistato dal tuo negozio un caspo di banane. Ora vorresti proporgli un prodotto diverso, vendendogli non più solo banane, ma anche arance di stagione. Ecco come puoi fare.

Dopo il caricamento del tuo file “.txt” contenente i vari contatti, noterai che alcune colonne risultano già compilate in modo automatico da Facebook, tra cui:
– la terza e la quarta colonna che indicano nome e cognome;
– la quinta colonna, dedicata al CAP;
– la sesta, che indica la città;
– l’ottava colonna con l’anno di nascita;
– la decima, che riporta il budget speso dal cliente.

Conversioni personalizzate

A questo punto, mantieni alta la concentrazione, perché stiamo per parlarti delle conversioni personalizzate!

Data l’importanza dell’argomento, vorremmo poterci materializzare affianco a te per spiegarti quanto le conversioni personalizzate siano qualcosa di unico. Partiamo allora dalla spiegazione delle conversioni native.

Nella scorsa puntata ti abbiamo mostrato in cosa consiste il pixel di tracciamento. Devi sapere che il pixel, una volta che è stato correttamente installato, è uno strumento davvero molto potente che è in grado di contare le azioni compiute dagli utenti, tra cui l’aggiunta al carrello, l’acquisto, quante visualizzazioni sono state fatte del contenuto, quale pagina è stata visualizzata, quale categoria e quante e quali ricerche sono state effettuate all’interno del sito. Dopo questa premessa, non ti sarà difficile renderti conto che le conversioni personalizzate sono tutte quelle che possono essere catturate dal pixel al di fuori di quelle che ti abbiamo appena elencato.

Interessante no? In questo modo, sarai libero di sviluppare tutte le conversioni personalizzate utili per i tuoi obiettivi.

Lista degli elementi bloccati

Veniamo ora agli elementi bloccati, che sul Business Manager possono arrivare ad un massimo di 10.000. Questi comprendono: i siti web e le app da bloccare in relazione al posizionamento per l’advertising sull’audience network, i siti web per bloccare l’adv sugli articoli istantanei e gli url delle pagine Facebook per bloccare l’adv nei video in-stream.

Analytics

Una delle ultimissime novità implementate da Facebook for Business sono le Analytics. Esse agiscono anche in funzione dei gruppi con origine delle azioni. Per lavorare in questa categoria, dovrai partire dall’aggiunta di una sorgente, a scelta tra: Pagina Facebook, App oppure pixel. Una volta effettuata questa operazione, potrai determinare quali persone potranno lavorarci e definire i ruoli degli analisti (o degli analisti con limitazioni) e l’account pubblicitario.

 

La lezione di oggi è terminata: ti consigliamo di scriverci nei commenti se qualche punto non ti è stato molto chiaro e risponderemo volentieri per chiarire i tuoi dubbi. Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo invece sui tuoi profili social!

[Questo articolo fa parte di una serie di tre uscite sul tema del Business Manager di Facebook, al fine di introdurre le funzionalità più importanti dello strumento]
Ecco la nostra puntata precedente:

  1. Come funziona Business Manager? Guida introduttiva allo strumento di Facebook per le aziende.
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https://magillaguerrilla.it/come-funziona-business-manager-guida-introduttiva-seconda-parte
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