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Mark alla conquista del web, ma gli utenti lo attaccano virtualmente alla notizia (falsa) della chiusura di WhatsApp

 

Pochi giorni fa siamo rimasti tutti un po’ perplessi e preoccupati nell’apprendere che Mark Zuckerberg, dopo aver acquistato WhatsApp,l’avrebbe spento per sempre. La vicenda ha preso una piega diversa, nota a tutti: WhatsApp è viva e lo sarà sempre, almeno finchè Mark lo vorrà. Il nocciolo della questione, che è stato frainteso, è che il proprietario di Facebook aveva intenzione di rimuovere, dalla sua app mobile, la possibilità di scambiarsi messaggi istantanei costringendo gli utenti a scaricare Messenger. Il misunderstanding è stato causato dal fatto che il Daily Mail, testata britannica famosa per l’abitudine di diffondere notizie non sempre veritiere, ha usato, nel titolo dell’articolo riguardante appunto Facebook e Messenger, un gioco di parole che in inglese è audace e divertente, ma in italiano può essere fuorviante. Il titolo recitava: “What’sApp with that? Facebook is to shut down its popular chat fuction forcing users to download its Messenger app”, che in italiano diventa: “Che succede? Facebook sta per spegnere la sua chat costringendo gli utenti a scaricare Messenger”. E WhatsApp che c’entra? Niente, ma quello che in italiano si traduce con “che succede”, in inglese si scrive “what’s happening”, frasetta che i giornalisti del Daily Mail hanno simpaticamente sostituito con il nome della nostra amata app. Umorismo inglese che i giornalisti italiani non hanno colto: “WhatsApp chiude”, “Facebook sta per spegnere WhatsApp”, questi i titoli delle testate giornalistiche su carta e online, generati dal gioco di parole.

Alla notizia tutti hanno pensato che, come preannunciato dai due #whatsappdown, l’applicazione avrebbe smesso di esistere e che Zuckerberg avesse acquistato l’app a 19 miliardi di dollari per poi chiuderla e favorire l’utilizzo di Messenger. Il lato divertente del fraintendimento è nato dai numerosissimi commenti dei sostenitori di WhatsApp che inneggiavano una rivoluzione virtuale contro il perfido Zuckerberg che stava per togliere loro l’adorato strumento di comunicazione.

Mark Zuckerberg

CONTENUTI USER GENERATED: “THERE IS ONLY ONE THING IN THE WORLD WORSE THAN BEING TALKED ABOUT, AND THAT IS NOT BEING TALKED ABOUT”

I commenti e le opinioni che gli utenti hanno espresso a corredo degli articoli on line dimostrano il potere del web. Numerosi sono stati i “ se chiudessero WhatsApp, io mi cancellerei da Facebook”, altrettanto numerosi gli utenti diffidenti che sostenevano l’esistenza di “un nuovo piano segreto di Zuckerberg”. I contenuti user generated dimostrano il ruolo attivo degli utenti che, condividendo le proprie opinioni possono fare tanto rumore e urlare più di una notizia così detta ufficiale, vera o falsa che sia. Chiamata al boicottaggio di Facebook e di Messenger, consigli su applicazioni da usare in sostituzione a WhatsApp come Viber e LINE, il ritorno ai cari vecchi sms sui cellulari, questi alcuni dei contributi che gli utenti hanno spontaneamente espresso e che hanno invaso la rete e inciso sulla reputazione on line di Mark Zuckerberg. Molti utenti, infatti, hanno diffamato virtualmente il papà di Facebook, sostenendo la messa in atto di vere e proprie truffe falsando le quotazioni del social network alla Borsa di New York, ingannando così milioni di persone.

Ancora più inquietanti le voci riguardo il suo piano di conquista del World Wide Web: grazie ai profili Facebook, il caro Mark ha a disposizione un numero impressionante di dati. Pensandoci bene, infatti, Facebook è diventato, molto più di altri social network, una fonte inesauribile di informazioni. E Zuckerberg è colui che tutto sa e tutto può su questo canale social a cui siamo costantemente connessi.

Se fossi in voi, cancellerei subito il mio profilo da Facebook, perchè quello non è altro che un modo per spiarvi”, ecco un fraterno consiglio per non essere virtualmente controllati da persone che non abbiamo mai visto. Si, perchè Zuckerberg ci spierebbe grazie ai nostri profili e alle informazioni che noi stessi inseriamo sul social network. Ha accesso alle nostre informazioni private, conosce il nostro numero di cellulare, il nostro indirizzo, ha tutte le nostre foto e i nostri video, conosce i nostri interessi e i posti che visitiamo. E che cosa mai ci farà con tutte queste informazioni? Probabilmente, come tanti hanno ipotizzato, realizzerà quello che è il suo piano segreto, probabilmente conquisterà il mondo.

Team Facebook

E NELL’ATTESA DI QUESTA CONQUISTA, MARK ZUCKERBERG CONTINUA A FARE SHOPPING

Dopo l’acquisto di WhatsApp, entro la fine di giugno entrerà nel team anche Oculus, ottenuto per 2 miliardi di dollari. Leader nella tecnologia della realtà virtuale, Oculus probabilmente favorirà Facebook nei giochi, nella comunicazione, nei media e nell’intrattenimento.

Nell’intento di avvicinarsi agli sportivi, ampliando così il proprio raggio d’azione e il proprio mercato, Zuckerberg ha da poco annunciato l’acquisto di ProtoGeo Oy, società finlandese che ha sviluppato Moves, app per il monitoraggio dell’attività fisica. L’applicazione permette di registrare gli esercizi svolti, dalla corsa al ciclismo, e conservarli in una sorta di diario che fornisce anche il numero delle calorie bruciate durante ogni esercizio.

L’ultima trovata di Mark per la conquista del web è data dall’acquisto di una banca con moneta virtuale. Zuckerberg vorrebbe essere autorizzato ad avere un servizio per il salvataggio di denaro su Facebook e usarlo per pagamenti vari come giochi o applicazioni, cosa che già è possibile negli Stati Uniti.

Il conquistatore del web non teme rivali e non teme che la tua bad reputation influisca sulla sua scalata al potere. La sua fama lo ha portato ad essere uno dei pochi “tecnologici”, il terzo dopo Bill Gates e Steve Jobs, ad avere una sua statua di cera esposta al museo Madame Tussauds: nella sede di San Francisco ci si può scattare un selfie con la sua fedele riproduzione, seduta a gambe incrociate su una sedia, ovviamente con l’inseparabile computer.

 

 

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