#IceBucketChallenge è la campagna di sensibilizzazione verso la Sla, Sclerosi laterale amiotrofica, che è diventata, in pochi giorni, virale.

#IceBucketChallenge: fenomeno virale

Quella che stiamo per lasciarci alle spalle è un’estate fredda per molti motivi, sia per le temperature non proprio calienti, sia per i cubetti di ghiaccio caduti in testa a vip e non grazie alla campagna #IceBucketChallenge. Il meccanismo ormai lo conosciamo tutti: si fa un video in cui si riceve una secchiata di acqua gelida, oppure si fa una donazione a favore della Associazione che combatte la Sla, e si nominano altre persone a fare lo stesso entro 24 ore.

#IceBucketChallenge - Fenomeno virale

La campagna ha fatto in modo che la Sla, malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni causando una progressiva paralisi del corpo, fosse sotto gli occhi di tutti e ha creato un incremento di finanziamenti alla ricerca. Essendo una malattia rara, colpisce infatti circa una persona su 20 mila, non ha mai goduto di molta visibilità e una campagna come #IceBucketChallenge, che informa e sensibilizza riguardo la malattia, è un toccasana per le associazioni che raccolgono fondi per la ricerca.

#IceBucketChallenge, successo e viralità

La sfida ha preso piede nel luglio scorso negli USA, ma le origini del fenomeno non sono molto chiare. Le prime secchiate di acqua gelida sembrano risalire ad un gruppo di golfisti che ha dato inizio alla sfida, “punendo” la mancata doccia con una donazione in beneficenza. Poi qualcuno la associò alla Sla: Pete Frates, 29enne ex capitano della squadra di baseball del Boston College, malato di Sla da due anni, fece la doccia gelata e nominò altre persone obbligandoli a compiere lo stesso gesto entro 24 ore, pena una donazione all’Als Association. Corey Griffin fece diventare la ice bucket challenge una campagna in favore di donazioni all’associazione Als e di lì a poco il fenomeno diventò virale.

#IceBucketChallenge - Successo e viralità

La causa nobile che implica sensibilità, generosità ed emozioni forti, associata al gavettone, tipico gesto goliardico e scherzoso, che da sempre ridicolizza chi lo riceve, si è rivelato un mix di successo. L’aspetto comico che assume il vip, il politico, l’attore, la celebrità o la persona comune che si infligge il gavettone, rende tutti più umani, più umili e più vicini alla causa sociale.

#IceBucketChallenge - La secchiata di Mark Zuckerberg

I vip si mettono in mostra e, al tempo stesso, fanno beneficenza, la ricerca per la Sla ottiene i fondi necessari per aiutare i malati, i social network, luoghi in cui vengono condivisi i video, godono di interazioni e condivisioni ( solo su Facebook si stima che gli upload dei video abbiano superato i 2,5 milioni e che più di 5 milioni di secchiate siano state caricate su Youtube). Tutti, insomma, beneficiano di questi atti di beneficenza.

#IceBucketChallenge, doni o ti bagni? Anche le donazioni diventano virali

L’essenza della campagna consiste nella doppia opzione “o ti bagni o fai la donazione”. Perciò, oltre i video delle secchiate d’acqua, molti volti noti hanno caricato sui social network video in cui effettuavano o mostravano la loro donazione. In Italia Kledi Kadiu, Emis Killa, Fedez, Enrico Mentana, Piersilvio Berlusconi, Jerry Calà, Rita Dalla Chiesa, Luciana Littizzetto e molti altri hanno optato per la donazione. E, ovviamente, non sono mancate le polemiche sulle entità delle donazioni, il cattivo gusto nel condividere immagini di assegni e bonifici sui social network e secchielli che rovesciano in testa un assegno. In realtà il senso della campagna #IceBucketChallenge è proprio quello: se aderisci alla campagna devi fare un video e le cose sono due, o secchio di ghiaccio o donazione.

#IceBucketChallenge - Fenomeno virale

Lontano dall’Italia, persino Barack Obama ha optato per una donazione. Anche Papa Francesco è stato nominato (sia da Shakira che da Belen Rodriguez), ma non ha bagnato le sue vesti papali, ha però spiegato su Twitter che gli atti generosi dei cristiani sono privati e nascosti, pur non menzionando direttamente la campagna #IceBucketChallenge.

#IceBucketChallenge, le critiche tra sostegno della causa sociale e ricerca di visibilità

Come ogni fenomeno virale che si rispetti, la #IceBucketChallenge ha ricevuto e continuerà a ricevere critiche su critiche.

Qualcuno afferma che i vip partecipano alla sfida per mettersi in mostra: condividere i propri video sui social network li fa sentire parte della causa, generosi e altruisti, ma sono solo post e condivisioni su Facebook e Twitter quello che fanno, non è un impegno reale, sfruttano una causa sociale per fare del semplicissimo personal branding spostando l’attenzione dalla malattia a chi fa la sfida. Molti si gettano la secchiata di acqua perchè lo fanno tutti, va di moda, è il trend del momento, senza neanche pensare per un attimo alla causa per cui è nata la campagna. Facciamoci caso, i primi video che giravano in rete spiegavano il senso del gesto, la malattia, la ricerca, la campagna sociale, le donazioni. Molti dei video che si stanno uploadando negli ultimi giorni non invitano neanche alla donazione, segno che per molti è solo una moda, non un impegno sociale.

#IceBucketChallenge - Valentina di Magilla

L’obiettivo è farlo, gettarsi addosso l’acqua gelida per divertire i propri fan, aggiudicarsi tanti “mi piace”, risultare generosi, interessati. Nei video i vip si mostrano sorridenti e divertiti, nominano, tra le urla per il freddo (chissà se poi quella che si fanno cadere addosso sia davvero acqua ghiacciata), gli amici vip che dovranno ripetere il gesto, ma non ci sono reali informazioni su cosa sia la Sla, cosa comporti e cosa significhi averla. E allora si parla di hashtag activism che sfocia in slacktivism (letteralmente “attivismo da poltrona” che, con una certa connotazione negativa, indica la condivisione di una causa sociale sul web).

#IceBucketChallenge - Come il fenomeno sta degenerando

La beneficenza si fa in silenzio, tutti si infliggono secchiate ma non donano, i vip e i presunti tali si bagnano di acqua e di popolarità grazie alla campagna, queste sono solo alcune delle tante frasi polemiche che mirano a criticare i protagonisti della #IceBucketChallenge (che non sono i malati di Sla, bensì gli sfidanti). Secchiata vs donazione è, come abbiamo certamente notato, sfociata in una lotta alla ricerca di visibilità. Milioni di secchiate sui social network, molto meno video contenenti donazioni, parecchi upload contenenti sia ghiaccio che donazione. Ma perchè i vip dovrebbero lasciarsi scappare un’opportunità di visibilità come quella secchiata ghiacciata? Sarebbe più proficuo, forse, brindare all’assegno appena compilato con del buon wishy ghiacciato, come ha elegantemente fatto il capitano dell’Enterpise nella serie tv Star Trek: the Next Generation, Patrick Stewart.

#IceBucketChallenge e chi più ne ha più ne metta

Con la crescita di notorietà della campagna crescono anche le critiche e in molte possiamo ritrovare almeno un briciolo di verità: pur nascendo per una causa sociale, il fenomeno sta lentamente degenerando. Vip nominano altri vip “perchè da un po’ di tempo sono lontani dai riflettori”, secchiate gelide su cavalli in corsa, cubetti di ghiaccio su t-shirt bianche a mò di miss maglietta bagnata. A ognuno il suo #IceBucketChallenge. Indubbiamente, che sia sincero o meno, l’importante è che serva per mettere in luce una rara malattia e per raccogliere fondi in suo favore.

 

 

 

 

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