Mi Piace, Love, AhAh, Wow, Sigh, Grr: da circa due mesi le Facebook Reactions sono a portata di tap o di click, per far esprimere agli utenti i loro sentimenti sui post Facebook. Ma come si sono mossi gli strumenti di social media analytics, per permettere l’osservazione e valutazione di questa nuova tipologia di metrica?

Abbiamo confrontato Fanpage Karma e Zoomsphere con gli insights di Facebook: tra un cuore, una lacrimuccia e una risata, ecco cos’abbiamo rilevato.

FANPAGE KARMA VS ZOOMSPHERE: COME LAVORANO SULLE FACEBOOK REACTIONS?

In un efficace servizio di social media marketing, una delle attività fondamentali è il costante controllo delle performance delle pagine: [Tweet “contestualizzare e leggere con senso critico i numeri, per (ri)costruire una strategia #smm”]

Tramite una buona analisi infatti si possono trarre interessanti ed utili informazioni per:

  • monitorare l’andamento di una fanpage,
  • capire i gusti e gli interessi del pubblico,
  • individuare gli eventuali interventi ad hoc.

Non sappiamo se le Reactions stiano davvero prendendo piede o se, invece, sia una “moda” passeggera che presto lascerà di nuovo spazio solo al like, l’azione di default e quindi più immediata da compiere. Siamo certi, però, che gli insights Facebook nativi sono ad oggi solo di parziale utilità: è necessario infatti accedere ai dettagli di ogni post per scoprire quante e quali reazioni abbia ottenuto. Quindi, come avere un quadro generale ed immediato delle Facebook Reactions sui singoli contenuti? Ci aiutano i tool #smm!

Zoomsphere è il primo strumento di social media management ad aver implementato l’analisi delle Reactions, resa disponibile a tutti anche tramite una funzionalità gratuita (light). Basta accedere tramite l’account Facebook e scegliere, tra le pagine gestite, quella da analizzare: in pochi istanti compare una tabella con le reazioni generate dagli ultimi post ed un’istantanea dei contenuti che ne hanno ottenute di più per tipologia.

Fanpage Karma è un validissimo tool di analisi delle performance social, che avevamo già recensito sul nostro blog. In corrispondenza di ciascun contenuto, sia nella lista completa che nella sezione top&weakest post, fornisce informazioni sulle Facebook Reactions.

Naturalmente abbiamo messo a confronto i dati di entrambi i tool con quelli nativi di Facebook sugli stessi contenuti; per coprire una casistica maggiore possibile, sono state prese in esame pagine diverse in termini di: natura, dimensione della fanbase, frequenza di pubblicazione ed advertising (post sponsorizzati e non).

Cosa abbiamo notato?

  1. Zoomsphere fornisce i totali delle Reactions, senza distinzione fra quelle avvenute sul post della pagina oppure sulle relative condivisioni;
  2. emerge sempre perfetta coincidenza fra i valori di Zoomsphere e gli insights di pagina (per questo punto il software si dimostra più affidabile di Fanpage Karma);
  3. Fanpage Karma produce un output misto: rileva i Like generati sul post e le reazioni ottenute nel complesso (on post + on share);
  4. in alcuni casi è stata rilevata una certa discrepanza tra i dati Fanpage Karma rispetto agli insights;
  5. gli strumenti offrono entrambi una grafica completa, però l’impatto iconografico di Zoomsphere risulta più accattivante e di immediata comprensione;
  6. ciascun tool va consultato almeno 2 giorni dopo la pubblicazione dei contenuti oggetto di analisi, affinché i dati siano effettivamente aggiornati.

Facebook Reactions MagillaGuerrilla Zoomsphere VS FanpageKarma

SOCIAL MEDIA MARKETING: COME INTEGRARE  I TOOL DI MISURAZIONE NELLA PROPRIA STRATEGIA?

Insomma, c’è sì l’opportunità di avere un riferimento complessivo ed immediato alle Facebook Reactions ma (per ora) non è possibile approfondire dove siano avvenute, grado di dettaglio disponibile invece negli insights di pagina: in ogni caso, quindi, è necessaria una lettura integrata degli output di più fonti (nativa + tool di terzi).

Quando un post rispecchia i suoi interessi o le sue aspettative, l’utente è portato a farlo proprio condividendolo sul profilo personale o di amici: oltre a rendersi così un mini brand-ambassador, espone il contenuto a possibili interazioni di altri, a beneficio della fanpage. In generale, quindi, è utile poter distinguere i riscontri on-post (avvenuti sul contenuto pubblicato dalla pagina) da quelli on-share (ottenuti sulla relativa condivisione, cioè a partire da altre interazioni): questa separazione infatti consente di analizzare la coda virale dei post stessi, non solo per le Facebook Reactions ma per tutte le azioni di engagement.

MagillaGuerrilla Social Media Marketing & Analytics

Infine, (per ora) né Facebook né i tool utilizzati sanno esaminare dal punto di vista semantico le emoticon arrabbiate, stupite, divertite ecc.

Soltanto un’analisi qualitativa, comprensiva del lavoro di attribuzione del sentiment, permetterebbe di capire cosa provano veramente le persone di fronte ai contenuti di una pagina: finché non ci sarà uno storico rilevante sull’uso effettivo delle reazioni da parte degli utenti, però, dubitiamo che una funzionalità del genere possa essere implementata… Così come ci sembra difficile che qualcuno prenda in considerazione l’idea di svolgere questo tipo di analisi in modo manuale!

E voi, che esperienza avete avuto con le Facebook Reactions e i tool di analisi?

 

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