Questo post è tratto dal blog di Formazione Turismo, scritto da Francesco Ghigliotti con la supervisione di Morgana.

Il mercato del turismo sta cambiando e di questo ce ne siamo accorti tutti. Questo accade perché il turista contemporaneo non è più lo sprovveduto che se non sceglieva Alpitour si sentiva dire “Ahi, ahi, ahi, ahi”. E’ un navigatore del web attivo e smaliziato che si affida sempre meno all’agenzia dietro l’angolo perché vuole costruire il suo viaggio da solo e in completa libertà.

E’ un consumatore che non accetta più messaggi pubblicitari, calati dall’alto, di ridenti famiglie in crociera con camicie floreali e ghirlande colorate ma si informa, orienta le sue scelte attraverso il passaparola della sue rete di contatti reali e digitali. Ma soprattutto è lui stesso un utente attivo che vuole scrivere la storia della sua vacanza da raccontare agli amici attraverso i social network e le applicazioni mobile con foto, video e messaggi.

Player troppo simili rinnovano la loro visione

In uno scenario in continuo cambiamento dove player troppo simili tra loro, schiavi dei tour operator, delle piattaforme di gruppi di acquisto e dei siti per organizzare i viaggi, combattono una battaglia estenuante basata sul prezzo, gli operatori del settore sono costretti a rinnovare la loro visione del mercato se vogliono sopravvivere.

Per emergere occorre offrire quindi ai propri clienti non solo un ottimo servizio ma anche “un’esperienza”. Bisogna trasformare l’ospitalità in qualcosa di non-convenzionale che sia allo stesso tempo:
– un elemento di differenziazione rispetto ai competitor
– un punto di forza per promuoversi
– un strumento per consolidarsi nella memoria e nelle conversazioni dei clienti

Viralità, brand-story e community

La Viralità, ovvero la capacità di un messaggio di replicarsi da uno a più nodi di una rete di relazioni come un virus, deve diventare il punto di forza attraverso il quale l’identità di un player del settore deve propagarsi e farsi conoscere dalla platea dei propri possibili clienti.

La comunicazione turistica ed il marketing devono sfruttare le possibilità di interazione one-to-one offerte dalle nuove piazze virtuali del web, i social network, per entrare nelle conversazioni delle persone e, sfruttando il passaparola, creare un contagio per scatenare un’epidemia.

L’obbiettivo finale di attore del mercato turistico dovrebbe essere quello di creare delle “community” forti a cui far partecipare i propri clienti in modo che, sentendosi parte di un gruppo, possano aumentare il passaparola, le conversazioni e la sua notorietà.

Tuttavia per realizzarlo bisogna essere pronti rischiare in prima persona, creare delle “brand-story” in cui i clienti siano i protagonisti o i co.protagonisti.

Lo storytelling di una struttura alberghiera, un ristorante, un parco o un villaggio vacanze infatti si costruisce attraverso le esperienze vissute dai clienti prima, dopo e durante il loro soggiorno. E voi siete pronti a mettervi in gioco?

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http://magillaguerrilla.it/esperienza-coinvolgimento-viralita-e-passaparola-il-vocabolario-del-turismo-non-convenzionale/
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