Le parole sono finestre. Oppure muri.
Marshall Rosenberg, 2003

Hate speech e community digitali: un’educazione al rispetto [anche digitale] dell’altro è possibile?
Uno dei focus del panel di questa edizione del #digit15 riguarda la gestione delle comunità digitali di fronte a forme di discriminazione, odio e bullismo digitale. 
Il panel che si terrà dalle 10.00 alle 13.00 presso la Camera di Commercio di Prato ha come obiettivo un confronto professionale sugli sviluppi del progetto Bricks, un progetto europeo eccellentemente gestito dal COSPE che si pone come obiettivo la costituzione di una sorta di galateo digitale in grado di sfidare apertamente comportamenti razzisti on line.
Anche MagillaGuerrilla sarà presente al tavolo dei relatori, data l’esperienza plueriennale nella gestione di community complesse nell’ambito del digitale.

PROGETTO BRICKS E COMMUNITY ON LINE: QUALI SONO GLI SCENARI FUTURI?

Il progetto Bricks parte dal presupposto terribilmente reale per cui on line [e non solo] esiste una forte emergenza comunicativa per ciò che concerne la continua manifestazione di atteggiamenti aggressivi rivolti a minoranze etniche, religiose, politiche, etc.. che stanno preparando il terreno a un sempre più diffuso “disagio relazionale”.

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Tale disagio è frutto di due gravi “falsi storici”: il primo è che sapere usare un dispositivo tecnologico vuol dire conoscere l’uso e le conseguenze delle tecnologia;  il secondo è che “se è on line, alla fine è meno grave”.

Il disagio relazionale che caratterizza continue ondate di odio verso migranti, donne e minoranze di pensiero è un fenomeno dilagante che non va censurato, ma studiato e risolto attraverso interventi culturali in grado di rendere consapevoli gli utenti delle responsabilità e dei vantaggi che l’uso e l’abuso della tecnologia danno.

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Non ci si può girare dall’altra parte fingendo che questo disagio relazionale non esista, non si può sperare che con il tempo passi o si risolva da solo: parole e frasi usate on line per manifestare odio e disprezzo non sono altro che il frutto di una mancanza culturale all’empatia e alla solidarietà verso il prossimo nella vita reale.

Quante volte, da community manager,  ci siamo trovati di fronte a inspiegabili e spietati attacchi ben oltre il trolling, col mero fine di offendere e infiammare un’intera community?

Il progetto Bricks e l’intervento al Digit propongono un confronto maturo e professionale sul tema, per fare cultura su questo elephant in the room, che troppe volte viene semplicemente classificato come un passeggero fenomeno di nicchia.

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